Un progetto di Dana Frigerio – BlossomZine per Cactusmania

Come nasce una copertina:

Il non viaggio

Il tema del viaggio di questo numero di Blossomzine doveva essere Gerusalemme e tutti gli articoli compresa la copertina dovevano ruotare intorno a questo tema, ma il viaggio, causa lockdown e Covid -19 in questo 2020 non c’è stato, quindi dovevo trovare un nuovo tema da abbinare alla cover. La copertina è in collaborazione con Cactusmania, un vivaio di Ventimiglia specializzato in piante grasse e succulente dove da molti anni vengono coltivate oltre alle più tradizionali cactacee anche delle piante particolari e bizzarre.

L’idea del tema

Il tema di questo numero è… spaziale, vi porteremo sui pianeti e vi faremo scoprire noti paesaggi desertici californiani dove negli anni Cinquanta venivano ambientati i film americani di sci-fi e B movie. Il brief della copertina è nato così: abbinare delle strane cactacee alla mia idea di pianeti del profondo cielo. Nel primo video vedrete che sono andata in vivaio da Cactusmania e con Annarita Manera abbiamo scelto le piante più curiose e singolari per colori, forme, foglie e sagome. Guarda il video cliccando QUI

Partendo dai Notocactus leninghausii più tradizionali

 

abbiamo poi scelto le forme bizzarre e verrucose delle Adromischus marianiae herrei e i globosi Astrophytum myriostigma dalla forma di stella dal colori azzurro pallido e grigio.

I pianeti e gli astrofisici

Nel secondo video ho avuto il piacere di intervistare l’astrofisica Giulia Ferriani di Infini.to il Museo Planetario di Torino, per farmi spiegare e raccontare del pianeta rosso per eccellenza Marte e di come stanno studiando e cercando dati attraverso sonde spaziali, lander e rover. Mi ha anche suggerito gli ingredienti per creare il terreno marziano rosso della copertina. La creazione singolare dei set delle fotografie che vedete è stata decisamente un viaggio astratto, adatto a questo periodo, dove il dover spaziare e volteggiare con la mente su altri pianeti mi ha portato una suggestione particolare che vorrei trasmettervi.

La cover

La copertina è ambientata su Marte, con la terra rossa, una pietra mastodontica e una sfera di ferro arrugginito sullo sfondo come fosse un altro pianeta da scoprire e in primo piano delle piante succulente folli. Particolarissime le piante fotografate si chiamano Lithops.

Sono delle succulente che sembrano dei sassi viventi, infatti, il nome   deriva dal greco lithos (pietra) e opsis (aspetto), la particolarità sta nel fatto che la pianta è costituita da due foglie accoppiate, divise da un taglio centrale, da dove poi nascono le nuove foglie e dei fiori bellissimi.

I personaggi anni Cinquanta

In questi set speciali ho intenzionalmente inserito anche delle figure e dei microscopici personaggi, per raccontarvi delle piccole storie, storie disparate ambientate come nei film americani di serie B in ecosistemi lunari, marziani… extraterrestri, ma con una luce particolare da teatro di posa dei film Hollywoodiani. Dai paparazzi in cerca delle bagnanti “disinvolte” ai poliziotti e ranger in cerca del grande occhio nascosto nel terreno. Dai vigili del fuoco con le divise antincendio alla classica famiglia in villeggiatura, dalle figure dei bagnanti del XIX secolo fino ad arrivare agli astronauti ed alle sonde spaziali.

Le piante strane delle fotografie

Le piante più strane che io abbia mai fotografato sono Mammillaria bocasana cv Fred una varietà piuttosto mostruosa, il Tephrocactus geometricus che con i suoi fusti globulari e i suoi colori pastello acquamarina mi ricorda il pianeta Urano.

Che emozione pensare che dagli anni Cinquanta ad oggi la corsa allo spazio ci appassiona sempre, si susseguono voli, tentativi ed errori che non finiranno mai di stupirci.

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