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Piante rare mostruose, le Chimera di Myrtillocalycium

Il Myrtillocalycium è una esplosione di colori “fluo” e forme bizzarre 

Le “chimera” sono eventi molto rari in cui i tessuti di due piante appartenenti a generi diversi si fondono mescolandosi per creare una nuova specie come il Gymnocalycium e il Myrtillocactus che si fondono per creare il Myrtillocalycium.

Queste piante solitamente acquistano delle colorazioni e delle forme incredibili, uniche e rare nella loro crescita. Essendo di difficile propagazione vengono propagate per innesto. Un buon innesto è quello che rende sempre la chimera prevalente sul porta innesto. Questa mescolanza di piante affascina da circa vent’anni gli esperti di piante grasse e ultimamente sempre più appassionati si avvicinano a queste rarità.

Le “chimera” vengono selezionate a seconda della forma o della colorazione o come nel caso del Myrtillocalycium per la colorazione cangiante che varia dal rosso, al giallo fino al porpora e al verde lime. Le “chimera” hanno un portamento spesso mostruoso, generano delle crestazioni e delle deformità estremamente interessanti accentuate da rotture di colore e da variegature. Ogni pianta è unica e diversa dalle altre.

Il termine “chimera” in botanica si riferisce a una pianta con due o più tipi di tessuti geneticamente distinti come risultato di una mutazione, di un innesto o di altri processi. Il genere Acanthocereus è noto per i suoi cactus alti, costoluti e spinosi, mentre Echinopsis è famoso per i suoi fiori spettacolari e le sue forme diverse. La chimera, in mitologia greca, è un mostro, figlia di Echidna, che secondo Omero è “davanti leone, di dietro drago, al mezzo capra” un mostro terribile e forte.

Le “chimera” sono degli ibridi creati nella coltivazione di piante, non si trovano in natura e sono di difficile propagazione. Essendo delle cultivar sviluppata da appassionati e allevatori, le “chimera” sono piante rare non facili da coltivare perché, se come per la maggior parte dei cactus hanno bisogno di tanta luce per prosperare, Le “chimera” non amano la luce diretta perché la potrebbe scottare rallentandone molto la già lenta crescita. Devono essere piantate in un terriccio ben drenante formulato per cactacee e succulente per evitare il marciume delle radici, il porta innesto, di solito una delle due piante madri, assicura una migliore resistenza ma ha bisogno di essere sempre monitorata. Annaffiate con parsimonia, lasciando asciugare completamente il terreno tra un’annaffiatura e l’altra, e riducete le annaffiature nei mesi invernali. E’ sufficiente una volta a settimana in primavera ed estate, una riduzione a cadenza bimestrale in autunno, e sospendere del tutto in inverno. E’ ottimale un terreno ben drenante e poroso, meglio ancora se arricchito oltre 50% con materiali inerti come pomice, lapillo, argilla. Non necessitano di frequenti concimazioni, sarà sufficiente diluire concime con l’acqua delle annaffiature una volta all’anno.

Ecco alcuni brevi consigli per la coltivazione dei Myrtillocalycium:

  • Necessitano di molta luce durante tutte le stagioni, evitando i raggi diretti del sole nelle ore più calde della giornata.
  • Coltivarli a temperature miti mai inferiori a 10°C, quindi si consiglia di posizionarla in luoghi riparati durante l’inverno. Proteggere dal gelo, poiché non resiste al freddo.
  • A causa della sua forma unica e della sua potenziale sensibilità, maneggiare con cura per evitare di danneggiare il punto di innesto che è sempre un punto sensibile.
  • Bagnare e concimare con parsimonia, sono piante che hanno bisogno di tempo per crescere.

 

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