Amorphophallus paeoniifolius
Una meraviglia botanica dal portamento maestoso e scultoreo
Foglie a ombrello e infiorescenze monumentali per collezionisti audaci
L’Amorphophallus paeoniifolius, noto anche come “gigaro d’elefante”, è una delle specie più iconiche e affascinanti dell’Asia tropicale. Questa straordinaria pianta tuberosa sviluppa un grosso fusto sotterraneo dal quale, ogni primavera, emerge un solo imponente picciolo maculato che sostiene una grande foglia finemente sezionata, simile a un vero e proprio alberello. Non presenta spine ed è priva di foglie persistenti: durante i mesi invernali entra in un profondo riposo vegetale scomparendo completamente al di sotto del terreno. Negli esemplari adulti, la fioritura precede la comparsa della foglia ed è uno spettacolo indimenticabile: una grande spata increspata di color porpora e marrone avvolge uno spadice tozzo e scultoreo, sprigionando tutta la forza di un’evoluzione botanica millenaria.
Consigli e note di coltivazione
- Esposizione: gradisce una posizione molto luminosa ma al riparo dai raggi diretti del sole nelle ore più calde, che potrebbero scottare la delicata lamina fogliare.
- Annaffiature: regolari e abbondanti durante tutta la fase di vegetazione, mantenendo il substrato costantemente fresco ma senza ristagni d’acqua. Sospendere del tutto l’apporto idrico quando la foglia ingiallisce e dissecca.
- Terreno: richiede un composto altamente drenante e soffice, ricco di sostanza organica, miscelato con perlite o pomice per favorire lo sviluppo del tubero ed evitare marciumi.
- Temperature: essendo una specie squisitamente tropicale, soffre sotto i 15 °C. Durante la stasi invernale il tubero va conservato completamente all’asciutto in un ambiente caldo e riparato.
- Fertilizzazione: concimare ogni 2 settimane con un prodotto bilanciato per piante verdi durante i mesi di crescita attiva, così da garantire il nutrimento necessario al tubero per l’anno successivo.
- Potatura e cura: nessuna potatura richiesta. Asportare il fogliame solo quando è del tutto secco. In inverno il tubero può restare nel vaso asciutto oppure essere rinvasato a inizio primavera prima del risveglio.


