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Pachypodium saundersii Ø 17 cm

Pachypodium saundersii: come si cura e come si coltiva

Nel variegato mondo delle piante succulente, il Pachypodium saundersii si distingue come un vero e proprio gioiello per gli appassionati. Con il suo aspetto primitivo e scultoreo e le sue fioriture spettacolari, questa pianta è in grado di catturare l’attenzione e rubare il cuore. Se state cercando una pianta dal carattere forte e di rara bellezza, siete nel posto giusto. Scopriamo insieme tutto ciò che c’è da sapere per coltivare con successo questo “leone” del mondo vegetale.

Caratteristiche e morfologia

Il Pachypodium saundersii è una pianta succulenta appartenente alla famiglia delle Apocynaceae, la stessa dell’Oleandro e dell’Adenium. È originario delle regioni aride del Sudafrica, dello Swaziland e dello Zimbabwe.

La sua caratteristica principale è un caudex (o piede) rigonfio, globoso o colonnare, che funge da riserva d’acqua per superare i lunghi periodi di siccità. Da questo caudex si dipartono numerosi rami spinosi, corti e carnosi, che conferiscono alla pianta un aspetto cespuglioso e decisamente “preistorico“. Le spine, lunghe e affilate, sono una difesa contro gli erbivori.

Le foglie, di un verde brillante, sono lanceolate e tendono a cadere durante il periodo di riposo invernale, per poi ricomparire in primavera. Questo è un comportamento assolutamente normale, non un segno di sofferenza.

Pachypodium saundersii Ø 17 cm
Pachypodium saundersii Ø 17 cm

Coltivazione e cura

Nonostante l’aspetto esotico, il Pachypodium saundersii è una pianta relativamente facile da coltivare se si rispettano le sue esigenze fondamentali.

🌵 Esposizione e luce
Questa pianta è un’amante del sole. Richiede pieno sole per almeno 6-8 ore al giorno per crescere compatta e sana. Un’esposizione a sud è l’ideale. In mancanza di luce sufficiente, i rami si allungheranno debolmente e deperiranno (fenomeno dell’eziolatura). In estate, può essere portata all’aperto, abituandola gradualmente al sole diretto per evitare scottature.

💧 Irrigazione
La regola d’oro è: “Bagnare a fondo, poi lasciare asciugare completamente”.

  • Primavera/Estate (periodo vegetativo): annaffiare abbondantemente, ma solo quando il terreno è completamente asciutto.
  • Autunno/Inverno (periodo di riposo): con l’arrivo del freddo e la caduta delle foglie, le annaffiature vanno drasticamente ridotte fino a quasi sospese (specialmente se tenuta in ambienti freddi). Un leggero apporto d’acqua una volta al mese può essere sufficiente per evitare il raggrinzimento eccessivo del caudex. Attenzione ai ristagni idrici, che sono la causa principale di marciume radicale.

🌱 Terreno e rinvaso
Il segreto per un apparato radicale sano è un terreno estremamente drenante. Una miscela ideale può essere:

  • 50% terriccio universale di buona qualità
  • 30% materiale drenante come pomice, lapillo o argilla espansa fine
  • 20% sabbia grossolana (non sabbia di mare)
    Il rinvaso va effettuato all’inizio della stagione vegetativa, ogni 2-3 anni, avendo molta cura con le spine.

🌸 Fioritura
La fioritura è uno degli eventi più attesi. Solitamente avviene in tarda primavera o in estate, quando la pianta è ben matura. I fiori spuntano all’apice dei rami e sono di un bianco candido puro, con un centro giallo. Hanno una forma a stella a cinque petali e sono delicatamente profumati. La fioritura è un chiaro segnale che la pianta è in perfetta salute e sta ricevendo le cure giuste.

Pachypodium saundersii 313 Raku
Pachypodium saundersii vaso Raku

Curiosità

  1. Il nome:Pachypodium” deriva dal greco pachys (spesso) e podos (piede), in riferimento al suo caudex gonfio. “Saundersii” è in onore del botanico e collezionista Charles Saunders.
  2. Parente stretto: è spesso confuso con il Pachypodium lealii, che però ha un portamento più arbustivo e ramificazioni diverse.
  3. Tossicità: come tutte le Apocynaceae, la sua linfa è tossica e irritante per la pelle e le mucose. È bene maneggiare la pianta con guanti durante il rinvaso e tenerla lontana da bambini e animali domestici.
  4. Resilienza: in natura, è in grado di sopravvivere a incendi e periodi di siccità estrema, grazie al suo caudex che immagazzina acqua e nutrienti.

In sintesi

Il Pachypodium saundersii è una scultura vivente che racconta storie di adattamento e resilienza. Con un po’ di attenzione sul fronte sole e acqua, regalerà anni di soddisfazioni e, infine, l’indimenticabile spettacolo dei suoi candidi fiori.

Avete un Pachypodium saundersii nella vostra collezione?

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